venerdì 27 marzo 2009

Fini e la sindrome da Zeus sull'Olimpo.

Ora sembra tutto più chiaro. La carica istituzionale, per niente ambita, ma accettata di buon grado da Fini, (da sempre alle costole di Berlusconi per sostuirsi a lui, nella leadership della Casa della Libertà prima e del Popolo della Libertà poi) che lo vede "parcheggiato" sì nel secondo gradino dei poteri statali, dopo il Presidente della Repubblica, ma fondamentalmente privo di ogni potere politico incisivo, che possa permettergli di far emergere la sua figura di sostituto di Silvio. Perchè Fini alla sua caratteristica di essere "delfino" di qualcuno (di Almirante prima e nel suo immaginario, di Berlusconi poi) proprio non vuol rinunciare.
Inizialmente si poteva pensare che l'investitura a Presidente della Camera fosse una sorta di "vasca di depurazione" (un pò come succede con le cozze prima di cuocerle) per consentire, a lui e al suo partito, di trovare spazio nel PPE. Lettura riduttiva. Le dichiarazioni sibilanti, quasi ringhiose, di questi ultimi giorni, dal mio punto di vista, fanno emergere una duplice finalità: non a caso la sterile diatriba sulle dichiarazioni di Berlusconi sul ruolo scarsamente partecipativo dei parlamentari è insorta proprio il giorno prima del Congresso Nazionale costituente il PDL, tanto per rimarcare che AN c'è, che non è morta il giorno in cui il suo leader storico è giunto al compromesso con FI sulla spartizione delle quote, nè quando ha accettato di ricoprire un ruolo istituzionale incompatibile con la presidenza del partito. Un tentativo disperato (e anche un pò patetico) di mantenere in vita, nell'immaginario collettivo, una fiamma che era destinata a spegnersi, ben prima della Rivoluzione del predellino. Con l'aggravante, poi, della condizione protetta che il suo incarico costituzionale gli attribuisce e che lo mette al riparo da contro-dichiarazioni eguali e contrarie da parte del Presidente del Consiglio. Proprio come farebbe Zeus dall'Olimpo, che, inavvicinabile dagli umani, lancia saette, ben consapevole della sua intoccabilità.
Enrico Belletti

2 commenti:

ferrante salvatore voghera tortona ha detto...

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