E’ di ieri la notizia che l’Amministrazione comunale intende rivolgersi ad alcune Associazioni di volontariato operanti sul nostro territorio per la predisposizione di progetti di pubblica utilità e la raccolta dei relativi fondi economici. In particolare si faceva riferimento al recupero di una porzione di P.zza Giovanni XXIII che prevede anche la costruzione di una nuova fontana, in sostituzione di quella esistente, lasciata alle incurie del tempo.
Il costo previsto dal Comune per questo intervento è di circa 24.000 euro che dovranno essere raccolti attraverso le attività delle Associazioni e con “auto sovvenzioni” dei cittadini, anche se, come è facile immaginare, spesso, i due aspetti vengono a coincidere.
Fin qui nulla di scandaloso, anche se è indubbio che il rapporto “naturale” tra Ente Pubblico e associazionismo si è, di fatto, invertito. Di regola, infatti, è quest’ultimo a proporre il proprio contributo all’Amministrazione comunale e non questa che gli “commissiona” attività di propria palese spettanza. E’ risaputo inoltre che sul nostro territorio operano molte Associazioni attraverso le quali volenterosi cittadini, non senza difficoltà e sacrifici, cercano di raggiungere nobili obiettivi di pubblico interesse.
Alcune domande allora sorgono spontanee: tenendo conto della partecipazione attiva e ideologica di alcuni membri dell’Amministrazione comunale, in base a quale logica e metodo le Associazioni, indicate in un elenco apparso anche sulla stampa locale, sono state scelte per la proposta di collaborazione al progetto? Per quali ragioni alcune Associazioni locali sono state a priori escluse dalla possibilità di partecipare?
Ma ciò che dovrebbe maggiormente indignare i cittadini portuensi è la consapevolezza che gli oneri tributari, talvolta vessatori, a cui sono sottoposti per opera di questa Amministrazione, non sono in grado di sopperire alle necessità e alle esigenze che il paese richiede. Fintanto da rendere necessaria la pretesa di esborso di altro danaro sotto le mentite spoglie del volontariato.
L’applicazione sbagliata e perversa di un incompreso concetto di sussidiarietà orizzontale porta a questi risultati. Il cittadino invece di vedersi alleggerita la pressione fiscale grazie alla sua diretta partecipazione all’azione di governo del territorio si trova a dover pagare due volte.
Per il Circolo della Libertà di Portomaggiore
Enrico Belletti