
L'incontro tra l'amministrazione comunale e i commercianti portuensi sul PUT tenutosi martedi sera ha avuto un epilogo facilmente prevedibile. L'indignazione e la rabbia degli operatori del commercio, giustamente, ha prevalso sulla rassegnazione e le critiche mosse da questi al progetto sul piano urbano del traffico sono tutte ampiamente condivisibili. Ciò che maggiormente indigna è l'atteggiamento degli amministratori portuensi, spogliatisi di qualsiasi responsabilità sia politica che tecnica, attribuendo la paternità delle loro scelte a una non meglio precisata “altra parte della popolazione”. I precedenti maldestri interventi sulla viabilità cittadina (vedi via Mazzini con il relativo incrocio e la rotonda sulla medesima via) hanno fatto perdere ogni barlume di fiducia nelle capacità tecniche e politiche di questa amministrazione, che non risulta più credibile nel ruolo, primario e fondamentale, di tutela degli interessi dei propri concittadini.
I commercianti lamentano la perdita del contatto con la realtà degli amministratori (ammesso che ci sia mai stata) e in particolare il mostrarsi sordi e insensibili alle loro richieste, assolutamente legittime, di poter continuare a svolgere la propria attività senza ulteriori aggravi e preoccupazioni oltre quelle, che la crisi economica in atto, già riserva loro. E il portare a fondamento delle proprie occulte posizioni altre realtà locali italiane ed europee è la prova che la Giunta Barbieri non conosce il territorio che da otto dolorosi anni amministra e non vuole esporsi in prima persona nelle proprie scelte.
Molti problemi in tema di sicurezza e viabilità emersi dai vari focus group sono stati attribuiti proprio alle modalità di esecuzione delle opere pubbliche da parte di questa amministrazione e non a situazioni pregresse. Strettoie che hanno creato difficoltà anche ai vigili del fuoco nel loro lavoro (come nel primo tratto di via Mazzini per il quale è occorso un secondo intervento di allargamento della sede stradale) e alle aziende dei trasporti pubblici (i cui mezzi più di una volta si sono “incagliati” nella rotonda di via Kenia).
In una realtà economica commerciale che evolve a ritmi vertiginosi e che sempre più a fatica tenta di rincorrere i gusti e le richieste dei clienti, che ormai si affidano a internet per i loro acquisti, ingessare in questo momento il centro storico significa riportare il paese ai tempi delle carrozze e dei cavalli. L'idea del centro come salotto, come luogo di incontro e socializzazione è indubbiamente affascinante e mi trova in parziale accordo, a patto che, il centro storico prima venga rivalutato e recuperato con interventi mirati e a costi relativamente bassi, come il rifacimento delle sedi stradali adiacenti, la sostituzione delle illuminazioni ormai fatiscenti, la cura del verde, in maniera da rendere il “salotto” ospitale e piacevole ma soprattutto incentivare la presenza dei cittadini, portuensi e non, a frequentare il centro proponendo momenti di svago e intrattenimento in tutti i periodi dell'anno, anche a costo di limitare gli introiti delle feste di partito.
Per il Circolo della Libertà
Enrico Belletti