Pagare le tasse è un dovere civico (oltre che giuridico), è la contropartita dell'esercizio dei nostri diritti, dei servizi pubblici di cui usufruiamo nella vita quotidiana, l'istruzione, la sicurezza, la viabilità, la sanità e l'elenco potrebbe continuare a lungo, ma quando questo rapporto di “dare-avere” tra cittadino ed ente pubblico perde di equilibrio e ragionevolezza a scapito del primo si rischia di ingenerare quell'odiosa pratica del “tassa e spendi”, tanto cara a questa amministrazione, che ha spesso, come effetto ultimo, sprechi di denaro pubblico e gravi carenze nei servizi ai cittadini.
L'ICI è un'imposta locale introdotta nel 1993 che non colpisce solo la proprietà immobiliare ma anche coloro che godono del bene senza esserne i proprietari (es. usufruttuari, comodatari), è inoltre un'imposta “cieca” e assolutamente priva di proporzionalità in quanto colpisce le persone e non i redditi, è un'imposta profondamente ingiusta perchè penalizza chi, con tanti sacrifici, ha contribuito, edificando, a rendere Portomaggiore un “vero Paese” , inoltre incide su un bene di indubbio rilievo costituzionale come l'abitazione principale, che, al contrario di ciò che è accaduto negli ultimi 15 anni andrebbe tutelato e incentivato.
Nonostante i timori del Sindaco Barbieri di perdere importanti risorse economiche, ingenerati dalla consapevolezza di aver sempre tenuto una politica della massima tassazione possibile, l' abolizione dell'ICI sulla prima casa è un'operazione doverosa che non impoverirà gli enti locali perchè lo Stato centrale si farà carico di sopperire alle mancate entrate e che consentirà un importante risparmio per i proprietari di prima casa e un aiuto sostanziale a chi invece si trova a pagare un mutuo per l'acquisto della propria abitazione, spesso attanagliato dall'aumento vertiginoso dei tassi di interesse applicati dalle banche che fino all'estinzione del debito sono le vere proprietarie dell'immobile.
Enrico Belletti