venerdì 23 maggio 2008

Considerazioni politiche sul Bilancio preventivo 2008

La lettura della Relazione del Sindaco al Bilancio preventivo 2008 (che assomiglia molto a un messaggio di propaganda elettorale) denota chiaramente la mancanza di una visione complessiva delle condizioni in cui versa il nostro Comune e di una assenza di una previsione ponderata sui futuri sviluppi di questa situazione. C'è la sensazione che l'attuale amministrazione rifiuti, dolosamente o colposamente, di guardare in faccia alla realtà e ancora una volta dipinga mondi non rappresentativi del vero. Sia chiaro che non è nostra intenzione fare del terrorismo politico, tutt'altro, ma non possiamo accettare che le esigenze e le richieste provenienti dai cittadini vengano accantonate dalla mentalità ottusa e cieca della Giunta Barbieri.


Il Sindaco Barbieri, senza ogni logica, attribuisce la responsabilità delle difficoltà economiche del nostro Comune e del senso di insicurezza sentito dai nostri concittadini all'attacco alle Torri Gemelle, alla guerra in Afghanistan e in Iraq, alla crisi petrolifera, (problematiche già rilevate a livello nazionale dal centro-destra durante la penultima Legislatura e prontamente rinnegate dall'allora opposizione) dimenticando od omettendo fattori ben più rilevanti legati per esempio all'avvento dell'euro nel nostro sistema economico e alla conseguente perdita di potere d'acquisto soprattutto dei pensionati e dei lavoratori dipendenti, individuando, poi, incoerentemente nell'“esplosione del fenomeno immigratorio” prima un elemento problematico, poi una risorsa importante per il paese.


Il Circolo della Libertà di Portomaggiore già durante l'incontro pubblico di presentazione di novembre aveva identificato cinque punti, cinque pilastri, sui quali poggia la propria azione politica:


  • L'immigrazione e la sicurezza

  • La Famiglia

  • Cultura, sviluppo e identità del Territorio

  • Il Lavoro e L impresa

  • I giovani e la scuola


Difficile è tenere separati questi punti uno dall'altro, poiché quasi sempre si compenetrano e si completano uno nell'altro:


La descrizione del Sindaco Barbieri del fenomeno immigratorio come soluzione al progressivo invecchiamento della popolazione portuense ci lascia allibiti. Con tanto di grafico (allarmante) che mostra l'impennata dei flussi dal 2001 al 2007 il Sindaco individua come effetti positivi di tale fenomeno l'aumento della popolazione attiva, il riequilibrio generazionale e gli stimoli al mercato immobiliare, distogliendo lo sguardo di fornte alle diversità socio-cultural-religiose, spesso incolmabili, dei nostri ospiti, che ingenerano ben altre e più gravi problematiche. Solo una esigua parte, infatti, degli extracomunitari regolari residenti in Portomaggiore, lavora nel territorio portuense, riossigenando sì le casse del Comune, con le addizionali comunali all'irpef prelevate dai loro redditi, ma senza alcun effetto benefico per le imprese e gli esercizi commerciali locali, veri motori dell'economia.

L'esistenza di quello che ho definito “circuito economico parallelo”, costituito da quegli esercizi e attività commerciali gestiti da stranieri (call center, bazar-alimentari...) rivolti esclusivamente ad un pubblico di connazionali limita le possibilità di integrazione e crea enormi danni economici al nostro paese, ai quali deve essere sommata anche la “fuga” di ingenti capitali verso i Paesi d'origine.

E' indubbiamente vero che il numero dei reati di indole violenta a Portomaggiore non è preoccupante, ma è anche vero che la percezione della sicurezza tra i cittadini è diminuita vertiginosamente in questi ultimi anni e risposte in questo senso dall'Amministrazione non sono state date. A contribuire all'accentuarsi di questa sensazione sono, poi, le dichiarate intenzioni di apertura totale e incondizionata a quel “nuovo”, che a nostro avviso rappresenta anche l'oscuro. Il desiderio smodato dell' Amministrazione di confrontarsi con questa realtà non rispecchia, invece, le priorità e le esigenze dei portuensi che chiedono meno tasse, una migliore sanità, più lavoro e più imprese, una viabilità dignitosa, ma anche misure che tamponino il fenomeno immigratorio: controlli più rigorosi mirati al contrasto dell'immigrazione clandestina, controlli igienico-sanitari e sul rispetto degli orari delle attività commerciali.

Abile è stata l'Amministrazione Barbieri in questi anni a creare l'immagine di un'opposizione razzista e xenofoba, senza però pensare che l'applicazione di una politica del controllo e dell'intransigenza (verso tutti) mira proprio a tutelare quei cittadini, anche immigrati, che vogliono vivere a Portomaggiore rispettando le leggi e le regole di civile convivenza. Al contrario è stato applicato lo slogan impraticabile e demagogico dei “diritti per tutti” senza considerare che dietro ad ogni diritto deve necessariamente esistere un dovere, come altra faccia della stessa medaglia e la “svendita” del diritto rappresenta la sua stessa negazione. Fa piacere, però, rilevare che la Giunta abbia posto in essere alcuni correttivi anche sulla base di nostre proposte, come la sospensione della distribuzione dei c.d. buoni spesa e la loro conversione in parziale pagamento delle utenze domestiche.


Allarmante, invece, è la valutazione delle voci di entrata. È lo stesso Sindaco a dire che il Comune di Portomaggiore basa i propri introiti quasi esclusivamente sulla tassazione (sarebbe più corretto dire spremitura) dei cittadini lavoratori, soprattutto dipendenti e pensionati, titolari di immobili e sulle “elemosine” della Comunità Europea. Dalla Relazione risulta chiaro, invece, la totale assenza di un piano di rilancio e di valorizzazione dell' impresa portuense e la Bretella, che doveva essere finalizzata alla creazione di un nuovo polo industriale, si è rivelata solo una cattedrale nel deserto.


La riqualificazione del territorio e la sua espansione, oggetto di vanto, non è di certo opera di questa Amministrazione ma dell'iniziativa di privati che accollandosi costi e rischi hanno deciso di investire importanti risorse economiche. Anzi le casse del Comune ne hanno spesso solo beneficiato, rimpinguandosi grazie al versamento di esosi oneri di costruzione che chi costruisce deve sostenere, senza nemmeno dare in contropartita servizi e collegamenti viari accettabili.

giovedì 15 maggio 2008

La buona occasione perduta di Barbieri.

Questo post vuole essere una risposta alle dichiarazioni provenienti dal Sindaco di Portomaggiore Gian Paolo Barbieri e comparse sul Resto del Carlino il 13 maggio 2008.

L'artifizio retorico usato dal nostro Sindaco di parlare del collega veronese per rivolgersi ed accusare indiscriminatamente l'area politica dell' opposizione portuense è quanto meno subdolo. Non mi pare che nessun politico riconducibile al centro-destra si sia sottratto da critiche (spesso e giustamente anche molto dure) in merito ai fatti deplorevoli accaduti la settimana passata a Verona. Premesso che nessuno è detentore di una verità certa e indiscutibile (nemmeno Lei signor Sindaco) e che la vita di una persona (per chi ci crede) non può essere oggetto di valutazione, ma ha un valore unico e altissimo che deve sempre e in ogni caso essere protetto, (anche se non sempre è stato così, ricorda il detto "Uccidere un fascista non è reato?") credo che sia opportuno innanzitutto consentire alle autorità di Pubblica Sicurezza di svolgere le opportune indagini, non tanto sulla responsabilità degli autori del reato, che appare ormai certa, quanto sulle reali motivazioni che hanno condotto ad atteggiamenti simili (in gergo si parla di movente), che non necessariamente è espresso sotto forma di simbolo politico.
Dispiace rilevare che il messaggio che con la Sua lettera ha cercato di far passare sia molto meno nobile di quel che vuol far sembrare e anzi, è esempio evidente della reale provenienza di quella cultura dell'odio del diverso di cui Lei parla. Credo che di fronte alle Sue affermazioni aberranti e tendenziose e al Suo modo di far politica molti cittadini di Portomaggiore si sentano "diversi". Diversi perchè trascurati da un'amministrazione sorda e lontana anni luce dalle loro reali problematiche quotidiane, diversi perchè considerati spesso solo come fonti di reddito da prosciugare.
Su una cosa però sono d'accordo con Lei, che chi amministra scriteriatamente un territorio debba assumersene le responsabilità, responsabilità politiche innanzitutto, ma anche (se non chiedo troppo) morali.
Attraverso la Sua lettera fa trasparire anche il timore che a Portomaggiore vengano organizzate delle ronde come se i cittadini portuensi non avessero di meglio da fare durante la notte, per esempio dormire, possibilmente tranquilli. Anche se quella tutela del nostro territorio di cui Lei parla, purtroppo, non c'è perchè a causa della dissennata politica del governo Prodi il Nucleo Operativo Radio Mobile di Portomaggiore si trova a dover coprire, con un unico mezzo, una zona di controllo che comprende i Comuni di Migliarino, Migliaro fino a quello di Argenta.
Come vede il dire e scrivere o meno delle sciocchezze non è un concetto assoluto e se davvero ha a cuore la sicurezza e il benessere dei suoi concittadini contribuisca davvero, per quel che può, a far sì che questi preconcetti ormai vecchi e logori vengano definitivamente superati, insieme...come diceva il suo nuovo leader...si può fare...

Per il Circolo della Libertà di Portomaggiore

Enrico Belletti

mercoledì 14 maggio 2008

Noi siamo diversi

Silvio Berlusconi dopo la scelta dei Ministri e dei Sottosegretari inizia a riordinare le carte per cominciare a trattare i vari punti del programma che corrispondono ad altrettante problematiche del nostro Paese. Per fare questo, è stato detto fin da subito, è necessario un impegno bipartisan. Fedele agli impegni presi in campagna elettorale il neo Presidente del Consiglio tenta di coinvolgere anche l'opposizione, la quale, (per lo meno coloro che che appartengono al PD), pare abbia risposto positivamente. Vorrei sottolineare che i problemi e le difficoltà della nostra Nazione non sono molto diversi (magari solo aggravati) da quelli che ci attanagliavano due anni fa, ma allora, nonostante la "vittoria" risicata del sinistra-centro, ad una nostra proposta di collaborazione ci fu sbattuta la porta in faccia, con molta supponenza, da una maggioranza forse già preda dei ricatti dell'ala estremista della sinistra.
Ma noi con spirito eminentemente cattolico e di abnegazione verso lo Stato e ora che la sinistra massimalista è fuori dal Parlamento siamo andati oltre. Questo innanzitutto ci differenzia da loro. Il nostro obiettivo non era vincere le elezioni ma contribuire a risolvere i problemi dell'Italia. Per noi la vittoria non è un obiettivo ma un mezzo che può essere anche condiviso con chi, nonostante appartenga all'altra parte politica, decide di impegnarsi nella risoluzione di questi problemi.
Mi auguro che questa rinnovata filosofia e questa (speriamo sincera) apertura mentale dei componenti del PD sia condivisa e abbracciata anche dal nostro Sindaco e dalla sua Giunta, che fin'ora però, si sono dimostrati solo chiusi e autoreferenziali, prevenuti e supponenti nei confronti delle minoranze comunali. Vero è che chi agisce in prima persona poi si assume anche le responsabilità del proprio operato, ma non sarà nostra soddisfazione solo poter dire "Avevamo ragione" se Portomaggiore, come sta succedendo, cadrà in declino.

Enrico Belletti

domenica 11 maggio 2008

Comunicato stampa

A seguito della riunione di Martedi 6 maggio il Circolo della Libertà di Portomaggiore ha definito al proprio interno le cariche che vanno a comporre il direttivo dell'associazione portuense.
Confermato alla presidenza Alberto Vacchi, Vicepresidenti Enrico Guidi ed Enrico Belletti, Segretario Alessandro Vacchi, responsabile del settore cultura-eventi Gianluca Lombardi, addetto alle Relazioni e allo Sviluppo Paola Galeazzi, ai Rapporti con i media Cristina Montanari.
Il Circolo della Libertà di Portomaggiore è parte integrante del progetto finalizzato alla costituzione del partito del Popolo della Libertà ed è aperto al confronto con tutte le formazioni politiche e associazioni portuensi, mentre ha già avviato collaborazioni con soggetti politici anche al di fuori del territorio comunale. La discussione sul Bilancio comunale che avverrà nel mese di giugno sarebbe un'ottima occasione per condividere idee e progetti con i gruppi consiliari rappresentativi della minoranza.

venerdì 9 maggio 2008

Con il giuramento di ieri il governo Berlusconi comincia la sua nuova avventura. Per poter lavorare a pieno ritmo mancano ancora le nomine dei viceministri e dei sottosegretari, che avverranno lunedì. A seguire ci sarà poi la scelta delle presidenze di commissione della Camera e del Senato. A quel punto, al massimo entro due settimane, Governo e Parlamento potranno lavorare a pieno regime.

Nel frattempo però il nuovo governo Berlusconi non resterà con le mani in mano. Ci sarà come promesso il primo Consiglio dei Ministri operativo a Napoli con le prime decisioni in tema di rifiuti, saranno ultimati i primi decreti e disegni di legge con le nuove misure per la sicurezza dei cittadini, con l'abolizione integrale dell'ICI, con gli interventi per aumentare i salari dei lavoratori. Sarà l'inizio di un cammino riformatore che nei prossimi cinque anni deve tirare fuori l'Italia dalla situazione in cui si trova. Il governo e la maggioranza faranno la loro parte ma avremo bisogno di non essere lasciati soli dai nostri sostenitori, specie nei momenti difficili, che, come in tutte le imprese umane, non mancheranno di capitare.

Da comunicazione dell' On. Antonio Palmieri

lunedì 5 maggio 2008

Finito l'ostruzionismo dei comunisti cominciano i ricatti della Libia.

Hanno creato scalpore in (quasi) tutto il mondo politico le recenti dichiarazioni di uno dei figli di Gheddafi che dalla Libia ha minacciato senza mezzi termini il nostro Paese e le nostre istituzioni promettendo ripercussioni pesanti nel caso che il Presidente Berlusconi nominasse Calderoli tra i suoi Ministri. Il tutto si riferisce a quanto accaduto qualche anno fa quando l'allora (già ministro) Calderoli aveva mostrato al telegiornale una maglietta raffigurante Allah e ritenuta denigratoria della religione islamica (come se la reazione avuta poi dai fedeli, che presero a sassate l'ambasciata italiana, fosse stata di minor tenore).
Certo che da un dittatore non ci si possono aspettare lezioni di senso democratico e diritto internazionale ma minacciare uno dei principali acquirenti delle proprie fonti energetiche non è un atteggiamento molto furbo.
Per fortuna anche la Lega Araba ha preso le distanze da queste dichiarazioni, mentre l'Ucoi, pur condannando il gesto sembra minimizzare sulla gravità. Condannda anche dagli esponenti del Governo italiano uscenti, tranne che dai comunisti (che probabilmente devono ancora digerire la mazzata elettorale) i quali attraverso Rizzo giustificano le posizioni del figlio del dittatore come un giusto sfogo a una satira troppo pungente.
Questo purtroppo è il prezzo (oltre a quello economico) che deve pagare un'Italia dipendente dal petrolio e dal gas naturale. Trovare fonti alternative che consentano di soddisfare il fabbisogno energetico italiano è importante non solo per risparmiare ingentissime somme di denaro ma consentirebbe anche di evitare ricatti di bassa leva come questi che si esprimono anche attraverso il mercato degli immigrati il cui porto di partenza sono proprio le coste libiche.

Enrico Belletti