venerdì 28 marzo 2008

Una serata di alto profilo politico a Portomaggiore

Il Comitato Elettorale Comunale del Popolo della Libertà ringrazia i cittadini portuensi per aver partecipato numerosi all’incontro pubblico organizzato nella serata di Giovedì 27 Marzo presso l’Aula Magna del Polo Scolastico Superiore di Portomaggiore, nel corso del quale è stato presentato il programma elettorale e creato un momento di confronto sull’attuale situazione politica nazionale grazie all’autorevole intervento dei candidati alla Camera alle prossime consultazioni politiche, tra i quali l’On. Emerenzio Barbieri (Popolari Liberali), On. Fabio Garagnani (Forza Italia), Dr. Giovanni Bertoldi (Nuovo PSI) e Dr.ssa Manuela Rescazzi (Alleanza Nazionale).

Cogliamo l’occasione per invitare i nostri concittadini a visitare il Gazebo della Libertà che sarà nuovamente presente in piazza a Portomaggiore nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 marzo per dare la possibilità a quanti volessero di esprimere le priorità che il futuro Governo dovrà affrontare.


Il Comitato Elettorale del Popolo della Libertà di Portomaggiore


Forza Italia

Alleanza Nazionale

Circolo della Libertà

Popolari Liberali

Nuovo PSI

mercoledì 26 marzo 2008

UN ITALIANO SU TRE NON SA CHE COSA VOTARE

Gli elettori del centrosinistra che fa riferimento alla vecchia lista Prodi sono i più indecisi sul voto che daranno alle prossime elezioni, con una percentuale del 37%, contro il 22% degli elettori di destra, il 23% del centrodestra e il 18% della sinistra radicale".
Sono i risultati del sondaggio realizzato da Ferrari Nasi & Grisantelli e pubblicato sul "Giornale della Libertà" in edicola venerdì 21 marzo, allegato al quotidiano "Il Giornale".
Fra gli indecisi primeggiano gli abitanti del Sud (con il 41%). Ad avere le idee più chiare sul voto elettorale sono gli under 35 (solo il 24% di indecisi contro il 38% di tutte le altre fasce d'età), mentre fra le donne la percentuale di indecise è del 57% contro il 43% degli uomini. A smuovere gli indecisi sarà il partito che saprà essere più nuovo (21,9%), la capacità del partito a spiegare bene il suo programma (18,8%), la fiducia ispirata dal leader (16,3%), ma anche una voglia di rivincita su formazioni politiche avverse (11,5%) e la presenza, nel programma, di qualche punto particolarmente gradito e significativo (7,9%).

martedì 25 marzo 2008



ELEZIONI POLITICHE del 13 - 14 Aprile

Giovedì 27 Marzo 2008 - Ore 21.00

Aula Magna del Polo Scolastico Superiore di Portomaggiore

Incontro Pubblico


Organizzato dal Comitato Elettorale di Portomaggiore del

Popolo della Libertà


IL NOSTRO IMPEGNO PER IL PAESE

IL NOSTRO IMPEGNO PER PORTOMAGGIORE


Nel corso della serata i rappresentanti dei partiti, associazioni e movimenti politici portuensi aderenti al Popolo della Libertàpresenteranno il programma elettorale.

Verranno analizzate le priorità che il prossimo Governo dovrà affrontare anche alla luce delle priorità indicate dalla cittadinanza portuense nelle recenti uscite del Gazebo della Libertà


Intervengono i Candidati:

On. Emerenzio Barbieri

Popolari-Liberali

On. Fabio Garagnani

Forza Italia

Dr. Giovanni Bertoldi

Segretario Regionale Nuovo PSI

Dr.ssa Manuela Rescazzi

Alleanza Nazionale

On. Flavio Tanzilli

Democrazia Cristiana per le autonomie

sabato 22 marzo 2008

Filosofia da Gattopardo...

Coerenza, correttezza, coraggio tre parole usate spesso per riempirsi la bocca di buoni quanto ipocriti propositi. In realtà nessuna di queste caratteristiche appartengono all'indole di chi le pronuncia, troppo spesso accantonate per lasciare spazio a ben meno nobili sentimenti.
Il progetto del Popolo della Libertà è indubbiamente ambizioso e non senza rischi: riunire sotto il medesimo simbolo (e programma) partiti, con le loro storie, simboli e ideologie, in alcuni casi distanti tra loro è un'operazione delicata, ma non impossibile.
E' necessario però, per entrare nell'ottica di questo progetto, comprenderlo appieno nella sua utilità "macroscopica" e non fermarsi ai vantaggi personalistici. E'
necessario crederci fino in fondo, mettersi in gioco come persone e come uomini di partito. Mi pare, invece, che questa volontà non sia sempre presente tra gli operatori della politica locali, che, anzi, con fatica accettano le regole, pensando, forse, che PDL non sia nient'altro che il nuovo nome del loro vecchio partito, pronti magari a ritornare sui propri passi e a rinnegare ogni scelta in caso di esito infausto delle elezioni di aprile. Non vorrei che a Portomaggiore aleggiasse una filosofia da Gattopardo: "Cambiare tutto per non cambiare nulla".

Enrico Belletti

giovedì 13 marzo 2008

Prodi lascia la politica ma occupa il potere

Bulimia da occupazione della burocrazia. Così potrebbe essere definita la sindrome da cui sembra affetto il Governo Prodi. Il Corriere della Sera di ieri segnala come negli ultimi due mesi, ovvero dopo l’implosione del Governo, siano state effettuate ben 120 nomine di dirigenti, di prima e di seconda fascia, delle amministrazioni centrali dello Stato. Un bel risultato, che diventa ancor più brillante ove si consideri che il programma dell’Unione del 2006 sanciva in modo chiarissimo l’obiettivo del superamento dello spoil system!

A ben vedere, però, non si tratta di un semplice (più o meno squallido) caso di sistema delle spoglie. Del resto la questione dello spoil system è questione controversa per un liberale. Da un lato l’esigenza di ridurre l’occupazione politica dello Stato e di preservare l’imparzialità dell’amministrazione a tutela della certezza del diritto nell’applicazione amministrativa delle leggi fa propendere per un sistema nel quale gli avanzamenti di carriera e le nomine dei dirigenti pubblici siano governate da regole, per quanto possibile, impermeabili alle vicende della politica. Dall’altro la preoccupazione che si crei nei vertici della burocrazia un potere autoreferenziale, orientato non all’attuazione dell’indirizzo di governo ma unicamente alla massimizzazione del proprio potere, rende auspicabile la definizione di meccanismi che riconducano al potere politico le nomine apicali delle strutture amministrative.

Il rapporto fra burocrazia e politica liberale è un rapporto relativamente recente (la burocrazia nasce nei sistemi assolutistici come braccio operativo del sovrano) e comunque instabile e controverso (la burocrazia garante dell’applicazione delle regole ma anche causa di occupazione degli spazi di autonomia della società civile). Non è del resto un caso che alcuni Paesi di sicura tradizione liberale (gli Stati Unti) abbiano un sistema abbastanza diffuso di spoil system e che questo non venga affatto vissuto come attentato ai principi di libertà e democrazia.

Personalmente riteniamo che, al di là dei profili teorici, il nostro Paese non sia affatto pronto ad importare un simile modello. Lo spoil system presuppone una salda moralità pubblica, ed un forte e diffuso senso delle istituzioni nella classe politica. Se anziché prendersi le spoglie per meglio realizzare la propria strategia politica, i vincitori della contesa elettorale sono solo preoccupati di sistemare parenti, amici e clientes allora è di gran lunga preferibile correre il rischio di una burocrazia autonoma sino al limite dell’autoreferenzialità.

Il fatto è che quello del Governo Prodi è un classico caso di spoil system alla rovescia. Spoil system deriva dal motto americano “to the victor go the spoils “ ovvero ai vincitori va il bottino. Nel nostro caso invece le spoglie vanno allo sconfitto. Quello di Prodi è il tentativo di attenuare gli effetti della sconfitta politica blindando alla vigilia delle elezioni il proprio potere amministrativo, in modo da beneficiare di qualche scampolo di potere e soprattutto di ostacolare l’azione di governo del proprio avversario.

Si tratta del resto di un vizio tipico della sinistra. Nel 1999-2000 l’allora Ministro Bassanini realizzò una riforma generale della dirigenza pubblica che gli consentì di azzerare tutti gli incarichi dirigenziali in essere e di procedere alla nomina di oltre 400 direttori generali e 4000 dirigenti di seconda fascia con incarichi di durata sino a sette anni. Il tutto (guarda caso) ad un anno da un appuntamento elettorale il cui esito era da tutti dato per scontato! Un atto irresponsabile che generò la (comprensibile) reazione del Ministro Frattini, il quale, appena insediato, riuscì a porre nel nulla le nomine di Bassanini procedendo, almeno per i direttori generali, a nuove nomine. Una forma impropria e distorta di spoil system che ha gravemente compromesso la dignità, l’autorevolezza e la qualità della nostra dirigenza pubblica.

Valori ulteriormente compromessi dalla contemporanea previsione di una quota di dirigenti chiamati dall’esterno per chiamata diretta. Anche in questo caso un’idea astrattamente buona ma tradotta in una pessima pratica. Anziché chiamare dall’esterno, dal mondo dell’impresa e delle professioni, grandi talenti e grandi qualità, i Ministri che si sono succeduti hanno normalmente utilizzato tale potere di nomina per premiare fedelissimi indipendentemente da una seria valutazione dei meriti. Basti pensare che una quota rilevante di questi dirigenti non provengono affatto dall’esterno ma sono dipendenti pubblici che, per decreto reale, vengono nominati dirigenti senza aver superato il relativo concorso. Tale prassi degenerativa, oltre a porsi in violazione con i precetti della Costituzione, determina una devastante deformazione degli incentivi che governano il funzionamento delle pubbliche amministrazioni. Il messaggio che passa in tal modo è che nella burocrazia la moneta che paga non è la qualità, la serietà ed il rigore del proprio lavoro ma unicamente la vicinanza, la fedeltà e la piaggeria al vertice politico!

L’operazione del Governo Prodi appare poi addirittura paradossale se si considera che con la prossima legislatura saranno drasticamente ridotte le strutture del Governo (massimo 12 ministeri) e che pertanto, anziché infornare un nuovo esercito di dirigenti, sarebbe opportuno trovare il modo per ridurne il numero. Sarebbe forse il caso di segnalare la vicenda ai cantori dell’antipolitica, sempre lesti nel denunciare i mali della “casta”, i quali però anziché occuparsi solo di simboli ed orpelli del potere (il barbiere della Camera, la buvette del Senato, le auto blu …) dovrebbero cominciare ad occuparsi delle assai più insidiose concrete modalità di gestione del potere (quello vero).

mercoledì 12 marzo 2008

Vatti a fidare di Boselli...

Avevamo avvertito gli amici Gianni De Michelis e Mauro Del Bue, prima che abbandonassero il Nuovo PSI, che fidarsi di Boselli, fino all’ultimo accanito sostenitore di Prodi, non era cosa saggia. La decisione ora dello stesso Boselli, Segretario dello SDI e neo candidato premier di un partito che ancora non c’è (e che probabilmente non sarà nemmeno rappresentato in Parlamento), di abbandonare il dibattito a “Porta a Porta”, è stato l'epilogo di una disfatta annunciata. Disfatta voluta da un gruppo di dirigenti miopi o non capaci di interpretare la storia remota e ultima, circa le ambizioni di un manipolo di politici, che abiurati dalla loro stessa storia, volevano e vorrebbero ancora, attraverso la mistificazione del riformismo, rimanere a galla nel panorama politico, che li relega ai margini della attuale realtà. Insomma, come si è potuto accettare che D'Alema, Fassino e Veltroni fossero i nuovi riformisti, quando sono da sempre i depositari di dogmi statalisti, mai abiurati dal loro DNA!

Adesso De Michelis e Del Bue insieme a Boselli ed altri “compagni” socialisti, fanno sit-in davanti alla RAI. Ma farebbero bene invece ad ammettere i loro errori e trarre le dovute conclusioni, per non aver saputo riconoscere i veri riformisti ed appiattirsi invece su posizioni esasperatamente laiciste e non solo laiche. Riformismo, che ha le sue radici in Saragat e Craxi, entrambi molto lontani dai valori comunisti-giustizialisti, dimenticati da tanti socialisti che dai due Statisti hanno ricevuto tanto.

Ci dispiace per l'epilogo dei “compagni” delusi ed affossati, che hanno abiurato i valori fondati sul vero riformismo liberale che il Nuovo PSI, che hanno prima rifondato e poi abbandonato, oggi intende rappresentare e difendere. Identità ed autonomia sono infatti ciò che ognuno di noi riesce a mantenere della propria storia. Non sono solo una rappresentazione della simbologia, ma uno stato d’animo. I Socialisti liberali del Nuovo PSI, sono pronti ad affrontare questa nuova battaglia, anche partecipando oggi al progetto del Popolo della libertà, in una condizione di pari dignità, pronti a dare il proprio contributo per un Paese migliore, più nuovo, più giusto.

La difficile scommessa di rimettere in sesto questo Paese è di quelle che non si possono rifiutare.

Così come in tutte le situazioni difficili i Socialisti riformisti sono pronti a fare la loro parte ed il rinnovato Parlamento potrà contare sulla loro presenza di qualità.


Aurelio Pariali

Coordinatore Provinciale del Nuovo PSI

venerdì 7 marzo 2008

I portuensi hanno detto...

Molto interessanti i dati contenuti nei moduli di raccolta delle indicazioni dei Portuensi, circa le priorità che il prossimo Governo dovrà affrontare, e che rappresentano un termometro molto significativo della sensibilità che i nostri concittadini manifestano; misurare queste “temperature” potrà essere utile sia a chi guida la nostra cittadina (anche se ne dubitiamo molto!!!), sia a chi si candiderà per farlo, in un prossimo futuro, noi tra quelli. Ricordiamo che 3 sono stati i grandi temi posti sotto i riflettori dei Portuensi, al Gazebo della Libertà: Sicurezza, Famiglia, Lavoro.


  1. Sicurezza


Al primo posto tra le indicazioni fornite, con 130 moduli su 163 pari al 79% di chi si è espresso formalmente, il “rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina…”, segno questo della ormai cronica e sempre più manifesta insofferenza per la situazione che interessa Portomaggiore, in tema di immigrazione e convivenza civile. Tema questo, evidentemente sottovalutato dal Sindaco Barbieri e dagli Assessori della sua giunta di sinistra-centro, i quali tutti, in nome di un “virtuale” concetto di solidarietà e con un “buonismo” ipocrita, hanno permesso che in questi ultimi 6 anni la situazione sfuggisse di mano a tal punto, che il necessario percorso di integrazione non è mai decollato.


  1. Famiglia


Con 132 moduli su 163 pari al 81% di chi si è espresso, i Portuensi indicano nella “abolizione totale dell’ICI sulla prima casa” la priorità tra le cose da fare per il prossimo Governo. Emerge chiaramente, e non avevamo dubbi su questo, quanto sia odiosa questa vera e propria tassa patrimoniale che tocca però il bene primario di ogni famiglia, frutto spesso dei tanti sacrifici di una vita di lavoro e considerata invece come un privilegio di pochi. Del resto i Portuensi sono ormai assediati da una vera e propria politica di “oppressione fiscale” che anche la giunta Barbieri, così come il defunto Governo Prodi a Roma, hanno perpetuato negli ultimi 2 anni.


  1. Sviluppo e Lavoro


In questo caso, 101 Portuensi sui 163, pari al 62% di chi ha formalizzato il proprio contributo, indica nel “rilancio e completamento delle grandi opere pubbliche” la via prioritaria da seguire. Altro evidente segnale della volontà di premiare chi ha capacità di decidere e procedere nella attuazione dei programmi, grazie alla omogeneità di valori e punti di riferimento ideali. Ciò che evidentemente è mancato all’Unione di Prodi, che a causa dei ricatti trasversali e dei veti incrociati tra le diverse anime in campo, ha programmato tutto ed il contrario di tutto per poi non realizzare un bel nulla! Ecco perché anche a Portomaggiore, dove “Barbieri sta a Prodi” come “l’Unione per Porto sta all’Unione”, era auspicabile ridare la parola ai Portuensi! Abbiamo capito invece, dalle recenti affermazioni del Sindaco, che per questo dovremo aspettare ancora!


Cogliamo l’occasione per ringraziare i tantissimi che si sono avvicinati al Gazebo nelle due giornate di sabato e domenica mattina, per fare domande ed assumere informazioni, ed in particolare i 163 Portuensi che hanno contribuito con la compilazione dei moduli ad esprimere le loro priorità. A tutti quanti ed a quelli che non hanno potuto farlo in questa occasione diamo appuntamento alla prossima.


Il Comitato Elettorale di Portomaggiore del Popolo della Libertà


Forza Italia

Alleanza Nazionale

Popolari Liberali

Nuovo PSI

Circolo della Libertà

domenica 2 marzo 2008

La parola ai Portuensi.


Grande successo di partecipazione alla prima iniziativa legata alla campagna elettorale per le elezioni politiche del prossimo 13 e 14 aprile.

Anche a Portomaggiore infatti, in Piazza Giovanni XXIII, sabato 1 e domenica 2 marzo, è stato allestito il Gazebo delle Libertà, ad opera dei componenti che hanno costituito il Comitato Elettorale Comunale; ad esso aderiscono i seguenti partiti, associazioni e movimenti politici portuensi:

Forza Italia guidata da Seghi Maurizia;

Alleanza Nazionale guidata da Roberto Badolato;

Popolari-Liberali guidati da Francesca Bianchi;

Nuovo PSI guidato da Aurelio Pariali;

Circolo della Libertà guidato da Alberto Vacchi;

Rete Italia Portomaggiore, guidato da Michele Grilanda;

I cittadini portuensi hanno potuto dire quali dovranno essere le priorità che il Popolo della Libertà dovrà affrontare, in caso di vittoria alle prossime elezioni.

Dieci i punti predisposti dal gruppo di lavoro del Popolo della Libertà:

  1. la difesa dell’economia italiana, per far ripartire il Paese;

  2. la questione fiscale, etichettata come il problema del “Fisco giusto”;

  3. i problemi di legge, ordine pubblico, sicurezza territoriale e il governo dell’immigrazione;

  4. l’obiettivo di “una casa per tutti”;

  5. l’efficienza del sistema sanitario nazionale;

  6. la centralità della famiglia in una società che deve essere capace di solidarietà;

  7. il ruolo dei giovani, cui deve essere consentito di costruirsi un futuro migliore;

  8. l’emergenza Sud;

  9. il nodo della formazione (scuola e università) e della ricerca;

  10. il federalismo.


Come si vede, un panorama completo di problemi e la predisposizione di altrettante soluzioni. Il tutto sottoposto a una diretta valutazione dei cittadini. Il Popolo della Libertà è infatti protagonista nella definizione delle priorità del programma di governo.

La prima “consultazione” ha riguardato soprattutto tre punti:

  1. lavoro

  2. famiglia

  3. sicurezza.

Tre questioni centrali per il futuro del Paese. Sono state distribuite tre schede: su ciascuna sono stati indicati cinque punti: di ognuno di questi i portuensi hanno potuto dire se lo ritengono più o meno urgente, dandogli una valutazione da 1 a 5.

Nei prossimi giorni saranno divulgati i risultati, per conoscere in che priorità vengono avvertiti questi temi a Portomaggiore.