mercoledì 5 novembre 2008

Obama Presidente: sarà davvero la rinascita americana?


Questo è un intervento di chi non pretende di avere ragione ma di chi spera di aver torto.

Gli Stati Uniti e l'Italia sono due democrazie “grandi” ma molto differenti. L'estremizzazione negativa della politica italiana si esprime (o si è espressa) attraverso il fenomeno del micropartitismo al quale si sta cercando di porre un limite attraverso la modifica della legge elettorale, ma ancor più spesso e malamente, con improprie e improbabili alleanze. In America questo non è possibile grazie a un bipolarismo che spesso fa perdere il senso di ciò che si può definire concetto di destra o di sinistra (e sta succedendo così anche in Italia). Ciò che non amo delle elezioni americane sono le elezioni americane. La finta televendita messa in scena da Mc Cain è stata, forse, l'aspetto più vicino alla realtà di tutta la campagna elettorale.

In America vince chi produce lo show migliore interpretato dal miglior attore, i programmi elettorali diventano sempre più simili, sempre più insignificanti. Non si vince più grazie al programma e alle promesse in esso contenute (salvo casi eccezionali), ma grazie alla persona, alla credibilità e all'appeal che questa ha nell'elettorato. Le ricette economiche non le capisce quasi nessuno, anche perchè quasi sempre sono contraddette da qualche antagonista, giornalista o sindacalista improvvisatosi tecnico-economico.

E queste elezioni in USA ne sono state la dimostrazione. Di facciata si sono combattute sulle modalità di risanamento dell'economia americana, ma la realtà è un'altra. La lotta di Mc Cain e Obama si è combattuta sul ring della simbologia americana, riguardava le loro persone, le loro immagini di eroi nazionali, il primo di patriota che ha offerto la propria vita alla bandiera, il secondo di colui che ha riscattato l'orgoglio afroamericano. Il 94% degli afroamericani ha votato per Obama, dubito che tutti questi l'abbiano fatto nella consapevolezza della validità del suo programma elettorale.

Personalmente, da uomo liberale di destra, non ho nulla contro Obama e credo, anzi, che sarà un buon Presidente, se non altro perchè i riflettori (già normalmente indiscreti) puntati sul Presidente degli USA, saranno particolarmente insistenti sulla sua figura e sul ruolo di deus ex machina che ci si aspetta da lui e che ha deciso di interpretare.

Anch'io avrei fatto parte del 75% degli americani che non ha apprezzato la politica di Bush, ma avrei votato Mc Cain, per nessuna delle ragioni suddette. Ne parlavo poco fa con un'amica: Obama è l'uomo giusto, bello, elegante nei suoi abiti firmati, sportivo, distinto, sempre composto, con la famiglia giusta tanto da fare invidia a quella della pubblicità del Mulino Bianco.

Bisogna avere il coraggio di cambiare, ma il cambiamento non deve essere dettato da un'illusione.

Enrico Belletti

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