venerdì 26 settembre 2008

Il sistema delle preferenze e la moralità nella politica.


Uno degli argomenti che ha costituito oggetto del dibattito tra i parlamentari (ma anche tra i corsisti) presenti alla "sei giorni" di Frascati, organizzata dalla Fondazione Magna Carta, è l'introduzione del sistema delle preferenze in tutte le consultazioni elettorali, nazionali ed europee. Chi premeva di più in tal senso era il Sottosegretario Carlo Giovanardi, il quale affermava che solo con la previsione delle preferenze, in tutti i livelli della politica attiva, è possibile rispettare appieno il principio democratico che sta alla base del nostro Paese.
Indubbiamente le preferenze possono rappresentare, in via teorica, il massimo rispetto della volontà elettorale, creano quello spirito di competizione con i colleghi di lista "avversari" che può far crescere tutto il partito, fotografano il grado di apprezzamento di un politico e sono segno indicatore di come quel politico ha lavorato. Tutto questo, ripeto, in via teorica.
L'alternativa al sistema delle preferenze è quello delle liste bloccate, usato tutt'ora, nelle elezioni politiche nazionali ed europee, ovvero, vengono eletti coloro che all'interno di quella lista occupano una posizione più "alta" e, di solito, questa posizione viene attribuita agli alti dirigenti di partito, ai veterani, insomma a chi si decide debba essere eletto, spesso anche new entries "eccellenti" utili a fare notizia come l'operaio della Tyssen o il Gen. Speciale; chiaramente più voti il partito prende in quella circoscrizione più esponenti di quella lista vengono eletti, dando così (a volte) la possibilità anche agli "sconosciuti" di mettere piede in Parlamento.
Con Giovanardi, poi, ho avuto modo di colloquiare in seguito.
Fatta la legge trovato l'inganno...gli dissi...
Se l'etica, la morale, la serietà e la correttezza non diventano i pilastri portanti della politica, nessun sistema elettorale potrà mai funzionare appieno.
E' noto e risaputo che non sempre le preferenze sono il riflesso perfetto della meritocrazia: anzi, spesso per diventare consigliere comunale è sufficiente "offrire una cena" ad un numero di persone direttamente proporzionale alla quantità delle preferenze necessarie per essere eletti e quasi sempre (a sinistra) le preferenze vengono spalmate sul territorio con precisione e oculatezza. E che dire, invece, di chi meriterebbe, per le sue capacità e conoscenze, di far parte della compagine di governo (locale o nazionale), ma per questione di tempo, lavoro, denaro, carenze organizzative non riesce a far scrivere il proprio nome sulla scheda?
La mia ricetta per avere una buona squadra di governo? La selezione diretta dei collaboratori-amministratori-parlamentari da parte del capogruppo-sindaco-premier, fondate su ragioni di meritocrazia e coerenza programmatica, oppure si usino le preferenze ma basta alle nomine clientelari e ai giochi di partito. Ingrediente di base, come avrete capito, è la moralità nella politica.

Enrico Belletti

martedì 23 settembre 2008

A Portomaggiore nasce la Polisportiva Nuova Faro

Grazie all'idea di Alberto Vacchi (a sinistra), al contributo organizzativo di Enrico Belletti ed Enrico Guidi (rispettivamente al centro e a destra), alla collaborazione di Massimo Felloni e Massimo Gallerani e all'esperienza di Giampaolo Magnani nasce a Portomaggiore la Associazione sportiva dilettantistica denominata Polisportiva Nuova Faro che si occuperà della gestione del Palazzetto dello Sport di Portomaggiore situato in via Valmolino.
Attualmente costituiscono la Polisportiva le Società sportive Cestistica Argenta, la quale ha già dato vita a due squadre di minibasket rivolte ai bambini dagli 8 ai 12 anni sotto il simbolo di Cestistica Portuense e la Team Volley Portomaggiore che vanta l'iscrizione al campionato di serie B. E' volontà dell'Associazione promuovere lo sport sul territorio portuense allargando la propria partnership a tutte quelle altre società sportive, palestre e gruppi che svolgono sport indoor, attraverso la concessione di spazi orari all'interno del Palazzetto.
Per informazioni contattare Alberto Vacchi 348/2309534

venerdì 19 settembre 2008

Alitalia e il no politico della CGIL


Il numero dei successi di questo Governo, da quando Berlusconi è stato nominato Presidente del Consiglio, aumenta di giorno in giorno. Risolto il problema dei rifiuti a Napoli, riformata la scuola e la Pubblica Amministrazione e un' opposizione incapace di impedire tutto questo hanno reso necessario, per evitare la disfatta politica e mediatica della Sinistra, chiedere man forte al sindacato filocomunista, che prontamente si è messo di traverso nella delicata trattativa per salvare Alitalia.
E' chiaro o si salva la compagnia e il premier ne esce vincitore o si fa saltare la cordata sfatando il mito di Silvio
deus ex machina. E sacrificare 20 mila lavoratori Alitalia e altre decine di migliaia che lavoravano grazie all'indotto, per la CGIL è un prezzo equo da pagare pur di oscurare l'ascesa in termini di consenso e apprezzamenti di Berlusconi e del suo Governo.
Tutto questo con l'ulteriore scusante (per Walter & C) che loro non hanno responsabilità, anzi, sono dispiaciuti e avrebbero voluto ma....il sindacato è il sindacato. Mi chiedo solo quando QUEL sindacato deciderà di tutelare gli interessi dei lavoratori e non i propri e della parte politica che sostiene.

E.B.


lunedì 15 settembre 2008

Se mancano i proiettili si tirano le bombe...


Un'immagine dalla scuola della Fondazione Magna Carta

Mi ha fatto sorridere (sconsolato) l'intervento di ieri di Walter Veltroni che ha accusato "la destra" di stare trascinando il Paese al collasso. Neanche il più sprovveduto dei politici neofiti avrebbe potuto cadere così in basso. Un spot da campagna elettorale di chi sa di aver perso in partenza.
La critica e anche il contrasto sulle idee e sul modo di agire dell'avversario sono il sale della politica e caratterizzano il ruolo dell'opposizione, ma è anche dovere dell'opposizione fare critiche precise e costruttive, in caso contrario si cade in un becero tifo da stadio.
Il fatto di aver accusato solo "la destra" ha una duplice significato politico ed è da leggersi così: 1) se loro sono la destra noi siamo la Sinistra quindi elettori e simpatizzanti dell' IDV ed ex comunisti unitevi a noi 2) il centro (UDC) è la "terra di mezzo" che ancora deve essere occupata e verso la quale si guarda con favore perchè tutto ciò che non è PDL e Lega può essere utile alla lotta contro Berlusconi.
Speravo in un Veltroni diverso: trovare punti di attacco all'operato di questo Governo non è facile, ma è triste vedere un partito di nuova costruzione (anzi restaurato), che si era prefisso di vincere le elezioni, perdere in questo modo il senso della realtà e la capacità di organizzarsi.
In bocca al lupo Walter ti auguro tempi migliori.

E.B.

venerdì 12 settembre 2008

Dalla Summer School ricordando l' 11 settembre.

Ieri sul treno che da Roma mi portava a Bologna ho avuto modo di pensare con una intensità e una consapevolezza che da tempo non riuscivo a ottenere. Pensavo a quella data particolare, che dopo sette anni dall'evento nefasto che l'ha segnata, scandisce la vita di milioni di persone e così sarà per molto tempo ancora. Il full immersion di lezioni, seminari, incontri e discussioni tra i corsisti della Summer School fMC, legati dal filo conduttore della tutela e della condivisione dei valori dell'Occidente, ha indubbiamente favorito queste riflessioni. Per questo, in privato, nell'intimo del mio cuore, dedico questa esperienza a quegli uomini e a quelle donne che, perdendo la vita, sacrificandosi inconsapevolmente, hanno trasfuso la propria quotidiana essenza in un ideale unico e altissimo, in un valore e in un simbolo che da quel momento ha identificato e unito quei popoli e quelle nazioni, che hanno percepito quell'ignobile gesto non solo come un attacco alla nostra cultura, alla nostra storia, alla nostra identità, ma come una lama che, proveniente dal cielo, ha ferito irreparabilmente i loro cuori.
Ringrazio tutti i colleghi e amici corsisti per i bei momenti passati insieme e nella speranza di incontrarvi presto, voglio ricordarvi che anche noi formiamo un popolo, anche noi, nelle nostre storie particolari, nelle nostre realtà, nelle nostre vite uniche e irripetibili ci uniamo e diventiamo una cosa sola nel ricordo di questa esperienza. Vi abbraccio tutti.
Enrico Belletti

mercoledì 3 settembre 2008

Fondazione Magna Carta: Frascati 5-11 settembre 2008


Ebbene, quest'anno tra i 50 corsisti selezionati in tutta Italia ci sono anch'io. Fin dalla sua nascita ho seguito gli sviluppi della Fondazione con interesse e curiosità. Ora che ho l'opportunità di "toccare con mano" quello che prima era pura immaginazione vorrei rendervi partecipi del mio viaggio, della mia esperienza politica e di vita. Partirò venerdi mattina da Portomaggiore con il treno per Bologna delle 8.50 e arriverò a Frascati intorno alle 15.30. Vi testimonierò giorno per giorno (connessione internet permettendo) quello che succede intorno a me, sperando di ritornare un pò più grande.

Per farvi capire di cosa si tratta riporto quanto scritto dal Segretario generale della Fondazione riguardo questo evento.

Enrico Belletti


Una scuola di politica ma non di partito

di Beppe Lanzilotta

Segretario generale di Magna Carta

Quando un think tank come Magna Carta promuove una scuola estiva non intende emulare le pur gloriose scuole di partito che perseguivano il legittimo fine di indottrinare le proprie truppe utili a far proseliti nel territorio nazionale. La Fondazione Magna Carta è un pensatoio indipendente che ha fatto una chiara scelta di campo. A caratterizzare la Fondazione, fin dall’inizio, è stata infatti proprio la scelta di seguire un nuovo modello di cultura politica, quello degli “incubatori di idee”, che assegna alla riflessione sui nuovi scenari sociali un ruolo di affiancamento “integrante”, ma non “integrato”, alla politica attiva. L’identità di Magna Carta sta tutta in questo posizionamento peculiare, formalmente indipendente, ma di fatto capace di intrattenere un profondo rapporto reciproco con gli interlocutori istituzionali.

L’elaborazione di nuove idee per il Paese non può però prescindere dai processi formativi utili a consolidare quelle idee. La Summer School di Magna Carta risponde all’esigenza, non secondaria, di fornire alle nuove generazioni un bagaglio di conoscenze frutto delle elaborazioni più originali che la fondazione si è impegnata a divulgare nell’ambito delle scienze sociali. L’impegno è quello di dare “forza” a quelle gambe sulle quali un giorno quelle idee dovranno camminare!

La Summer School non è quindi una scuola di partito, piuttosto un corso di alta specializzazione full immersion destinato a chi intende approfondire la propria preparazione nell’ambito delle dinamiche istituzionali, della politica estera, della finanza pubblica, dei processi di semplificazione legislativa e amministrativa, delle politiche di welfare e di federalismo fiscale. Saranno infatti questi alcuni tra i principali argomenti a cui si dedicheranno gli studenti della scuola estiva di Magna Carta che per l’occasione avranno a disposizione come docenti ministri e sottosegretari del Governo Berlusconi oltre a prestigiosi accademici ed esponenti della vita pubblica del nostro Paese.

Coniugare il momento formativo con la ripresa dell’attività politica dopo la pausa estiva è la caratteristica fondante della Summer School che, per il terzo anno consecutivo, la Fondazione Magna Carta organizza a Frascati (a due passi da Roma) a beneficio di cinquanta ragazzi selezionati tra laureati, dottorandi e dottorati.

Per sei giorni, dal 5 all’11 settembre, gli studenti divisi in due percorsi formativi, uno dedicato alla politica interna e internazionale, e l’altro all’economia al welfare e al mercato saranno impegnati in 30 ore di lezioni in aula, per ogni percorso formativo, e 27 ore di sessioni plenarie aperte anche al pubblico, momenti di dibattito pubblico dove esponenti delle varie forze politiche, dell’imprenditoria e personaggi della politica internazionale discuteranno dei grandi temi in agenda.

Così come negli anni passati in occasione dei dibattiti organizzati durante la scuola estiva di Magna Carta si sono registrate le autorevoli presenze di personaggi del calibro del Cardinale Ruini, Marcello Pera, George Weigel, Efraim Imbar, Magdi Allam e tanti altri tra esponenti della vita pubblica interna e internazionale, anche quest’anno la Summer School si candida quale momento di dibattito per l’avvio della ripresa dopo la pausa estiva. Quest’anno temi centrali saranno: la legislatura costituente, il partito unico del centrodestra, immigrazione e sicurezza, il nucleare, la biopolitica, le prossime elezioni americane, l’evoluzione della crisi mediorientale. Ne discuteranno tra gli altri: Enzo Bianco, Renato Brunetta, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Ignazio Larussa, Alfredo Mantovano, Ermete Realacci, Eugenia Roccella,Maurizio Sacconi, Salvatore Vassallo e Denis Verdini.

Tra i momenti che si annunciano di grande interesse: l’inaugurazione della Summer School che vedrà il Ministro dei beni culturali, Sandro Bondi, tenere una lectio magistralis su “La rivoluzione interiore, la politica e la ricerca del bello”; l’incontro con l’ex Primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu; la lectio magistralis del Patriarca di Venezia, S.E. il Cardinale Angelo Scola su “Religioni, verità e libertà”; il dibattito che concluderà la terza edizione della scuola estiva di Magna Carta su “L’antifascismo della storia d’Italia” che vedrà confrontarsi Fausto Bertinotti, già Presidente della Camera dei Deputati, e Gaetano Quagliariello, Presidente vicario dei senatori del PDL e presidente della Fondazione Magna Carta.

lunedì 1 settembre 2008

Ecco perchè dobbiamo tornare al nucleare...


Le vicende di questi ultimi giorni ne sono l'ennesima conferma. Se l'Italia non cambia rotta, modificando il proprio sistema energetico e le proprie fonti sarà un Paese sempre più povero e più oppresso dai fornitori (talvolta senza scrupoli) che si muovono sullo scenario politico, spesso, in barba agli impegni e agli accordi di diritto internazionale.
Chiunque, me compreso, vorrebbe vivere in un mondo più pulito e più sano, ma non è semplice trasformare nazioni, interi continenti, che hanno fatto del carbone, prima, e del petrolio, poi, la propria fonte di sviluppo economico, in sistemi energetici autosufficienti a basso impatto ambientale. Il prezzo da pagare sarebbe quello di ritornare, senza passare dal via, al medioevo.
E' vero, carbone, petrolio, gas naturali, sono fonti inquinanti, non rinnovabili e soprattutto in via di estinzione e il prezzo di questi combustibili è destinato a lievitare sempre di più e così anche i costi dei prodotti da essi derivati. Coloro che potranno acquistare questi prodotti saranno sempre meno aumentando così il divario tra i ricchi e gli indigenti. La lotta del XXI secolo non si farà più per il pane ma per il petrolio. Occorre quindi muoversi in fretta, trovare, come si suol dire, fonti energetiche alternative; e qui ci deve venire in aiuto la scienza, una scienza in continua evoluzione, una scienza sempre in ritardo rispetto alle nostre esigenze. Tutti vorremmo energia pulita e forse si potrebbe anche fare, basterebbe trasformare l'Italia in un immenso specchio di silicio, oppure in una selva di pale di ferro, per la gioia degli ambientalisti "duri e puri". O forse no, sarebbe molto più comodo, continuare ad acquistare l'energia elettrica dalla Francia, prodotta con centrali nucleari a pochi kilometri dai nostri confini, l'importante però è che siano di là...o acquistarla dalla Germania, pagandola due volte, perchè frutto della combustione dei rifiuti campani, che noi stessi spediamo con tante grazie e tante scuse.
Berlusconi l'altro giorno era in Libia, non era una visita di cortesia, stava svolgendo uno dei compiti più ingrati che potesse toccare a un politico: scendere a compromessi con una persona che ha fatto del petrolio, del gas e della disperazione di altri popoli le armi del proprio ricatto. Ma il tempo stringe, i rigurgiti di guerra fredda mettono a rischio le forniture di gas dalla Russia e il gas libico entro poco tempo potrebbe costare molto, molto di più di oggi, anche in termini di vite umane.

Enrico Belletti