Hanno creato scalpore in (quasi) tutto il mondo politico le recenti dichiarazioni di uno dei figli di Gheddafi che dalla Libia ha minacciato senza mezzi termini il nostro Paese e le nostre istituzioni promettendo ripercussioni pesanti nel caso che il Presidente Berlusconi nominasse Calderoli tra i suoi Ministri. Il tutto si riferisce a quanto accaduto qualche anno fa quando l'allora (già ministro) Calderoli aveva mostrato al telegiornale una maglietta raffigurante Allah e ritenuta denigratoria della religione islamica (come se la reazione avuta poi dai fedeli, che presero a sassate l'ambasciata italiana, fosse stata di minor tenore).
Certo che da un dittatore non ci si possono aspettare lezioni di senso democratico e diritto internazionale ma minacciare uno dei principali acquirenti delle proprie fonti energetiche non è un atteggiamento molto furbo.
Per fortuna anche la Lega Araba ha preso le distanze da queste dichiarazioni, mentre l'Ucoi, pur condannando il gesto sembra minimizzare sulla gravità. Condannda anche dagli esponenti del Governo italiano uscenti, tranne che dai comunisti (che probabilmente devono ancora digerire la mazzata elettorale) i quali attraverso Rizzo giustificano le posizioni del figlio del dittatore come un giusto sfogo a una satira troppo pungente.
Questo purtroppo è il prezzo (oltre a quello economico) che deve pagare un'Italia dipendente dal petrolio e dal gas naturale. Trovare fonti alternative che consentano di soddisfare il fabbisogno energetico italiano è importante non solo per risparmiare ingentissime somme di denaro ma consentirebbe anche di evitare ricatti di bassa leva come questi che si esprimono anche attraverso il mercato degli immigrati il cui porto di partenza sono proprio le coste libiche.
Enrico Belletti
Certo che da un dittatore non ci si possono aspettare lezioni di senso democratico e diritto internazionale ma minacciare uno dei principali acquirenti delle proprie fonti energetiche non è un atteggiamento molto furbo.
Per fortuna anche la Lega Araba ha preso le distanze da queste dichiarazioni, mentre l'Ucoi, pur condannando il gesto sembra minimizzare sulla gravità. Condannda anche dagli esponenti del Governo italiano uscenti, tranne che dai comunisti (che probabilmente devono ancora digerire la mazzata elettorale) i quali attraverso Rizzo giustificano le posizioni del figlio del dittatore come un giusto sfogo a una satira troppo pungente.
Questo purtroppo è il prezzo (oltre a quello economico) che deve pagare un'Italia dipendente dal petrolio e dal gas naturale. Trovare fonti alternative che consentano di soddisfare il fabbisogno energetico italiano è importante non solo per risparmiare ingentissime somme di denaro ma consentirebbe anche di evitare ricatti di bassa leva come questi che si esprimono anche attraverso il mercato degli immigrati il cui porto di partenza sono proprio le coste libiche.
Enrico Belletti
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