Coerenza, correttezza, coraggio tre parole usate spesso per riempirsi la bocca di buoni quanto ipocriti propositi. In realtà nessuna di queste caratteristiche appartengono all'indole di chi le pronuncia, troppo spesso accantonate per lasciare spazio a ben meno nobili sentimenti.
Il progetto del Popolo della Libertà è indubbiamente ambizioso e non senza rischi: riunire sotto il medesimo simbolo (e programma) partiti, con le loro storie, simboli e ideologie, in alcuni casi distanti tra loro è un'operazione delicata, ma non impossibile.
E' necessario però, per entrare nell'ottica di questo progetto, comprenderlo appieno nella sua utilità "macroscopica" e non fermarsi ai vantaggi personalistici. E' necessario crederci fino in fondo, mettersi in gioco come persone e come uomini di partito. Mi pare, invece, che questa volontà non sia sempre presente tra gli operatori della politica locali, che, anzi, con fatica accettano le regole, pensando, forse, che PDL non sia nient'altro che il nuovo nome del loro vecchio partito, pronti magari a ritornare sui propri passi e a rinnegare ogni scelta in caso di esito infausto delle elezioni di aprile. Non vorrei che a Portomaggiore aleggiasse una filosofia da Gattopardo: "Cambiare tutto per non cambiare nulla".
Enrico Belletti
Il progetto del Popolo della Libertà è indubbiamente ambizioso e non senza rischi: riunire sotto il medesimo simbolo (e programma) partiti, con le loro storie, simboli e ideologie, in alcuni casi distanti tra loro è un'operazione delicata, ma non impossibile.
E' necessario però, per entrare nell'ottica di questo progetto, comprenderlo appieno nella sua utilità "macroscopica" e non fermarsi ai vantaggi personalistici. E' necessario crederci fino in fondo, mettersi in gioco come persone e come uomini di partito. Mi pare, invece, che questa volontà non sia sempre presente tra gli operatori della politica locali, che, anzi, con fatica accettano le regole, pensando, forse, che PDL non sia nient'altro che il nuovo nome del loro vecchio partito, pronti magari a ritornare sui propri passi e a rinnegare ogni scelta in caso di esito infausto delle elezioni di aprile. Non vorrei che a Portomaggiore aleggiasse una filosofia da Gattopardo: "Cambiare tutto per non cambiare nulla".
Enrico Belletti
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