Il Governo di Romano Prodi riesce a superare lo scoglio della Finanziaria ma non restano irrisolti tutti i problemi politici.
La eterogenea e confusa maggioranza di Governo ha varato una manovra di bilancio che risulta essere il compromesso al ribasso fra le diverse posizioni. Nella Unione, ancora una volta, sono emerse inconciliabili ed incompatibili istanze politiche. Il presidente del Consiglio è stato tirato per la giacca dalla sinistra estrema, dai moderati e dai dissidenti di centro.
I partiti comunisti della maggioranza, a più riprese, hanno manifestato le
loro idee ed imposto a Romano Prodi la propria linea.
Clemente Mastella, come spesso accade, è riuscito farsi notare ed ad “incassare” significativi risultati. Lamberto Dini, con i liberaldemocratici, per garantire il sostegno ha auspicato e disegnato la fine di questa esperienza di Governo. Nella bagarre di Palazzo Madama, invece, gli uomini di Enrico Boselli si sono caratterizzati per la ossequiosità ed acriticità della posizione politica.
La Costituente Socialista, che sempre più da l’impressione di essere lo Sdi con un nome diverso e con qualche dirigente in più, era nata anche per chiedere una svolta a questo Esecutivo.
Nella conferenza programmatica dei primi di Ottobre scorso, per alimentare l’entusiasmo del popolo socialista e nel tentativo di riscuotere maggiori consensi nel Paese, in molti si erano cimentati nella critica del Governo. “Superare l’attuale Esecutivo”, “Lavorare per la svolta”, “Inaugurare la fase due della maggioranza”, erano state le parole d’ordine della Costituente.
Spenti i riflettori mediatici sulla kermesse gli uomini della Costituente sono tornati ad essere i difensori più agguerriti di Romano Prodi.
A Palazzo Madama i voti dei tre senatori che fanno riferimento alla Costituente
rappresentano sempre uno scontato sostegno all’Esecutivo.
Boselli ed i “compagni” che lo hanno seguito si caratterizzano per la incondizionata fedeltà al presidente del Consiglio.
Velleitaria ed imbarazzante sembra essere la posizione di Gianni De Michelis che incontra evidenti difficoltà a giustificare la posizione Boselliana che prevede il cieco sostegno a Prodi.
Più costruita, ma comunque debole, la posizione di altri, come Valdo Spini, che tentano di guardare alle prospettive future per evitare di confrontarsi con le difficoltà dell’attualità politica.
Se alla strenua difesa del premier si aggiunge anche la guerra che la Costituente socialista ha inteso avviare contro Walter Veltroni e contro ogni sua proposta, risulta chiaro il quadro.
Il progetto di Boselli è nato “prodiano” e non rappresenta nulla di nuovo sotto il cielo della politica.
La Costituente socialista, insomma, è “senza se e senza ma” alla corte di Romano Prodi.
Di Aurelio Pariali (Nuovo PSI)
Nessun commento:
Posta un commento